Ortodonzia bambini e ragazzi

Quando è davvero il momento di mettere l’apparecchio?

Quando si parla di ortodonzia nei bambini, una delle domande che i genitori mi fanno più spesso è: “Dottoressa, mio figlio ha bisogno dell’apparecchio?” La mia risposta è che prima dell’apparecchio dobbiamo capire come sta crescendo il bambino. Io l’apparecchio l’ho portato da adolescente e devo essere sincera: non lo vivevo affatto con entusiasmo. Anzi, l’ho proprio odiato. Probabilmente anche per questo oggi cerco sempre di mettermi dalla parte dei miei piccoli pazienti e dei ragazzi che seguo.

Un trattamento ortodontico non significa soltanto avere dei denti più dritti. Significa valutare come stanno crescendo le arcate, come chiudono i denti, come funziona la masticazione e se ci sono condizioni che è meglio intercettare durante la crescita. A volte durante una prima valutazione vedo che non c’è nessun motivo per iniziare subito un trattamento. In quel caso preferisco controllare il bambino nel tempo e aspettare il momento più adatto. In altre situazioni, invece, intervenire durante la crescita può essere utile per guidare lo sviluppo delle arcate o correggere alcune alterazioni prima che diventino più difficili da gestire.

Poi ci sono i trattamenti ortodontici dell’adolescenza, quando possiamo intervenire sull’allineamento e sull’occlusione utilizzando, a seconda del caso, apparecchiature differenti. Anche gli allineatori trasparenti possono rappresentare una possibilità per alcuni ragazzi, ma non esiste un apparecchio migliore in assoluto. Esiste quello più adatto a quel paziente, in quel momento e per quel problema.

Nel nostro Ambulatorio ci occupiamo inoltre della salute orale dei bambini nel suo insieme, perché denti sani, prevenzione e corretta igiene sono parte integrante anche di un buon percorso ortodontico.

Quello che cerco di fare durante ogni visita è spiegare al bambino e ai genitori quello che vedo e perché consiglio di intervenire, aspettare oppure semplicemente continuare a controllare la crescita. Per me questo significa seguire un bambino in ortodonzia: la giusta cura al momento giusto.

Mi occupo di ortodonzia per bambini e adolescenti partendo da un principio semplice: ogni bambino cresce in modo diverso e non sempre intervenire prima significa intervenire meglio. Il mio compito è capire come stanno crescendo denti e arcate, osservare i segnali importanti e scegliere insieme alla famiglia il momento più adatto per agire.

Domande frequenti sull’ortodonzia per bambini e ragazzi

Non è necessario aspettare che i denti siano molto storti o che compaia un problema evidente. Se hai un dubbio sulla crescita dei denti, sul morso, sulla masticazione o semplicemente vuoi capire se sia tutto nella norma, una valutazione può servire proprio a questo. E se non è ancora il momento di intervenire, possiamo semplicemente controllare la crescita nel tempo.

Scopri come si svolge la prima visita

Una prima valutazione ortodontica può essere utile già intorno ai 6-7 anni, quando iniziano a comparire diversi denti permanenti e possiamo osservare meglio lo sviluppo delle arcate e della masticazione. Questo non significa iniziare automaticamente un trattamento. Molto spesso la prima visita serve proprio a stabilire che non è ancora necessario fare nulla e che possiamo semplicemente controllare la crescita.

Non sempre è possibile capirlo guardando soltanto se i denti sono dritti. Affollamento importante, morso inverso, difficoltà nel chiudere correttamente la bocca, respirazione orale o una perdita molto precoce o tardiva dei denti da latte possono essere segnali da approfondire. La valutazione ortodontica serve proprio a distinguere ciò che richiede un intervento da ciò che può essere semplicemente monitorato.

No. È una delle cose che tengo maggiormente a spiegare ai genitori. La visita serve prima di tutto a conoscere il bambino, osservarne la crescita e capire se sia necessario intervenire. A volte la scelta migliore è aspettare.

Perché durante l’infanzia non osserviamo soltanto i singoli denti. Valutiamo anche lo spazio disponibile per quelli permanenti, lo sviluppo delle arcate, la masticazione e il modo in cui la dentizione sta evolvendo. I denti da latte hanno inoltre un ruolo importante nel mantenimento degli spazi e nella salute orale durante la crescita.

Durante la crescita la posizione dei denti può modificarsi e alcune situazioni possono evolvere spontaneamente. Altre, invece, tendono a permanere o a diventare più evidenti. Per questo non mi piace dare una risposta generale: bisogna osservare il singolo bambino e capire che tipo di alterazione è presente.

È un approccio utilizzato durante la crescita quando esistono condizioni sulle quali può essere utile intervenire prima che lo sviluppo sia completato. L’obiettivo non è semplicemente allineare i denti, ma intervenire su determinate alterazioni delle arcate o dell’occlusione nel momento in cui la crescita può ancora essere sfruttata terapeuticamente. Non tutti i bambini ne hanno bisogno.

La scelta dipende dal problema che dobbiamo correggere, dall’età, dalla fase di crescita e dalla collaborazione del paziente. Sono strumenti differenti e non sono intercambiabili in tutte le situazioni. Prima definisco l’obiettivo del trattamento e solo dopo scelgo quale apparecchiatura sia più adatta per raggiungerlo.

In alcuni casi sì. Gli allineatori possono essere indicati anche durante l’adolescenza, ma bisogna valutare il tipo di problema e soprattutto la capacità del ragazzo di utilizzarli per il tempo necessario ogni giorno. Il fatto che siano quasi invisibili non significa che siano automaticamente la soluzione migliore per ogni paziente.

Dopo l’applicazione dell’apparecchio o dopo alcuni controlli può esserci per qualche giorno una sensazione di pressione o fastidio. Generalmente è temporanea e tende a diminuire quando la bocca si abitua. Durante il percorso spiego sempre al bambino o al ragazzo cosa può aspettarsi e come gestire eventuali piccoli fastidi.

Non esiste una durata uguale per tutti. Dipende dal problema da correggere, dalla fase di crescita, dal tipo di apparecchio e dalla collaborazione del paziente. Alcuni percorsi possono essere relativamente brevi, mentre altri richiedono più tempo o fasi differenti. Le tempistiche vengono spiegate dopo aver studiato il caso.

Con questa espressione si descrive comunemente una situazione nella quale l’arcata superiore presenta dimensioni o rapporti che possono richiedere una valutazione ortodontica. Non significa automaticamente che serva un espansore. Bisogna osservare lo sviluppo delle arcate, l’occlusione e la fase di crescita prima di decidere se e come intervenire.

Sono segnali che è utile riferire durante la visita. Respirazione orale e russamento possono avere cause differenti e non sono problemi esclusivamente ortodontici. Quando necessario, la valutazione può richiedere il confronto con altri professionisti per comprendere correttamente l’origine del problema.

La persistenza di alcune abitudini durante la crescita può influenzare la posizione dei denti e lo sviluppo delle arcate. Contano però durata, frequenza, intensità e momento della crescita. Durante la visita valuto se l’abitudine abbia già prodotto effetti e come sia più opportuno gestirla.

I denti da latte non devono essere considerati denti “che tanto cadranno”. Servono per masticare, contribuiscono al mantenimento degli spazi e accompagnano la crescita fino all’arrivo dei denti permanenti. Una carie va quindi valutata per decidere quale trattamento sia necessario in funzione del dente, dell’età e della situazione clinica.

Dipende dal tipo di apparecchio utilizzato. Con un apparecchio fisso è necessario dedicare particolare attenzione alle zone intorno ad attacchi e fili; con dispositivi rimovibili bisogna invece occuparsi sia dell’igiene dei denti sia della pulizia dell’apparecchio. Durante il trattamento mostriamo al bambino o al ragazzo come gestire correttamente l’igiene a casa.

Nella maggior parte dei casi sì. Il tipo di sport e di apparecchio può però richiedere alcune precauzioni, soprattutto nelle attività che prevedono contatti o possibili traumi al volto. Durante la visita possiamo valutare eventuali protezioni appropriate.

È meglio contattare lo Studio e spiegare cosa è successo. Non tutte le rotture richiedono un intervento immediato, ma è importante capire quale parte si sia danneggiata e se possa interferire con la terapia o provocare fastidio. Evita modifiche improvvisate dell’apparecchio a casa.

I denti possono modificare la loro posizione nel tempo. Per questo, alla fine di molti trattamenti ortodontici, è prevista una fase di contenzione con dispositivi studiati per mantenere il risultato ottenuto. Anche questa fase fa parte del trattamento e viene programmata in base al singolo caso.

Il costo dipende dal problema da correggere, dal tipo di apparecchiatura e dalla durata del percorso. Una semplice fase intercettiva, un trattamento completo e un percorso con allineatori sono situazioni differenti. Dopo la valutazione posso spiegare alla famiglia il trattamento indicato, le sue fasi e il relativo preventivo.