Quando si parla di implantologia si tende spesso a pensare che esista un unico tipo di impianto e un unico modo di procedere. In realtà non è così. Io mi sono avvicinato all’implantologia partendo dalla protesi. Anni fa vedevo molti pazienti che avevano perso diversi denti e facevano fatica anche soltanto a tenere stabile una protesi mobile. Già allora, in alcuni casi, pochi impianti potevano cambiare completamente la situazione. Da quel momento l’implantologia si è evoluta moltissimo. Oggi possiamo sostituire un singolo dente, più denti oppure riabilitare un’intera arcata. Possiamo pianificare alcuni interventi attraverso l’implantologia computer guidata, studiando prima al computer la posizione degli impianti. Quando le condizioni lo consentono possiamo utilizzare tecniche meno invasive oppure valutare il carico immediato, che permette in casi selezionati di collegare una protesi provvisoria agli impianti in tempi molto brevi.
Implantologia e Chirurgia
Esistono diversi tipi di impianti
Per le riabilitazioni complete esistono soluzioni come l’All-on-Four, mentre nei casi caratterizzati da una quantità di osso ridotta possiamo valutare tecniche differenti, dalla rigenerazione ossea al rialzo del seno mascellare fino, in situazioni particolari, agli impianti zigomatici. Questo però non significa che la tecnica più complessa o più nuova sia automaticamente quella migliore. La domanda che mi faccio è sempre un’altra: qual è la soluzione più adatta a questa persona? Per rispondere devo valutare l’osso disponibile, le gengive, la masticazione, lo stato generale di salute e naturalmente ciò che il paziente vuole ottenere. Solo dopo possiamo scegliere insieme il percorso. Per me l’implantologia è questo: avere più possibilità a disposizione, ma utilizzare soltanto quelle che servono davvero.
I possibili modi di fare implantologia.
Mi occupo di implantologia da più di 30 anni. In questo tempo tecniche, materiali e strumenti sono cambiati profondamente. Prima di scegliere un impianto bisogna capire bene il problema che dobbiamo risolvere. Per questo utilizzo tecniche implantologiche e chirurgiche differenti in funzione delle condizioni cliniche che trovo. La diagnostica e la pianificazione mi permettono di valutare quantità e qualità dell’osso, posizione dei denti e delle strutture anatomiche, situazione delle gengive e caratteristiche della futura protesi. Da qui nasce il piano di cura.

Implantologia Computer Guidata
Domande frequenti sull’implantologia
Come faccio a sapere quale tipo di implantologia è più adatto a me?
Non devi saperlo prima di venire in Studio. È proprio questo lo scopo della visita implantologica. Valuto ciò che manca, le condizioni dei denti rimasti, osso, gengive, masticazione e salute generale. Poi studiamo le diverse possibilità e ti spiego perché una soluzione può essere più indicata rispetto a un’altra.
Che cos’è esattamente un impianto dentale?
Un impianto dentale è una struttura, generalmente in titanio, che viene inserita nell’osso per svolgere la funzione della radice di un dente mancante. Sopra l’impianto viene poi realizzata la parte protesica visibile, cioè il dente o la struttura che servirà a ripristinare estetica e masticazione. L’impianto e il dente visibile, quindi, non sono la stessa cosa.
Fare un impianto dentale fa male?
Durante l’intervento viene utilizzata l’anestesia locale, quindi l’obiettivo è che il paziente non avverta dolore durante la procedura. Nei giorni successivi possono comparire fastidio, gonfiore o sensibilità, con intensità variabile in funzione del tipo e dell’estensione dell’intervento. Prima della chirurgia spiego sempre al paziente cosa aspettarsi e come gestire il periodo post-operatorio.
Quanto tempo occorre per fare un impianto dentale?
Dipende dal caso. L’inserimento dell’impianto rappresenta soltanto una fase del percorso. Bisogna considerare diagnosi, eventuali estrazioni o procedure chirurgiche preparatorie, guarigione dell’osso e realizzazione della protesi. In alcuni casi il percorso può essere relativamente rapido; in altri sono necessari diversi mesi. Per questo preferisco parlare di tempi solo dopo aver studiato la situazione.
Che cos’è l’osteointegrazione?
È il processo biologico attraverso il quale l’osso guarisce e stabilisce un rapporto stabile con la superficie dell’impianto. È una fase fondamentale del trattamento implantare. I suoi tempi non sono identici per tutti e dipendono, tra le altre cose, dall’osso, dalla zona trattata, dal tipo di intervento e dalle condizioni generali del paziente.
Posso avere un impianto se mi hanno detto che ho poco osso?
La presenza di poco osso non significa automaticamente che l’implantologia sia impossibile. Bisogna prima capire quanto osso è disponibile, dove si trova e quale tipo di riabilitazione dobbiamo realizzare. A seconda del caso possono essere valutate procedure come rigenerazione ossea, rialzo del seno mascellare oppure altre tecniche implantologiche. La scelta viene fatta soltanto dopo uno studio diagnostico specifico.
Si possono fare impianti anche quando mancano tutti i denti?
Sì, l’implantologia può essere utilizzata anche per riabilitare un’intera arcata priva di denti. Esistono diverse soluzioni e differenti configurazioni implantari. Il numero e la posizione degli impianti, così come il tipo di protesi, dipendono dall’anatomia, dall’osso disponibile, dalla masticazione e dalle caratteristiche del singolo paziente.
Che cosa significa “carico immediato”?
Il carico immediato è un protocollo che, quando esistono determinate condizioni cliniche, permette di collegare agli impianti una protesi provvisoria in tempi molto brevi dopo il loro inserimento. Non è però una tecnica applicabile automaticamente a tutti. Prima devo verificare, tra gli altri aspetti, la stabilità degli impianti, la situazione ossea e il tipo di riabilitazione prevista.
Si può mettere un impianto subito dopo aver tolto un dente?
In alcuni casi è possibile inserire l’impianto nella stessa seduta dell’estrazione. In altri è preferibile attendere la guarigione dei tessuti. Dipende dallo stato dell’osso, dalla presenza di infezioni, dalla posizione del dente e dalla possibilità di ottenere condizioni adeguate per il posizionamento dell’impianto.
Esiste un’età massima per fare un impianto dentale?
L’età anagrafica, da sola, non è sufficiente per stabilire se una persona possa o meno ricevere un impianto. Sono molto più importanti lo stato generale di salute, i farmaci assunti, le condizioni della bocca, dell’osso e la capacità di mantenere una corretta igiene orale. Anche in età avanzata quindi l’implantologia può essere presa in considerazione, dopo una valutazione individuale.
Posso fare un impianto se sono diabetico?
Il diabete deve essere valutato all’interno dello stato generale di salute del paziente. Un diabete ben controllato e uno scompensato non rappresentano la stessa situazione clinica. Per questo durante l’anamnesi è importante conoscere patologie, terapie e valori rilevanti e, quando necessario, confrontarsi con il medico curante prima dell’intervento.
Osteoporosi o farmaci particolari possono creare problemi?
Alcune condizioni sistemiche e alcuni farmaci possono modificare il modo in cui l’osso guarisce o condizionare l’indicazione a una procedura chirurgica. Per questo è fondamentale comunicarmi tutti i farmaci che assumi, compresi quelli utilizzati per osteoporosi o altre patologie croniche. Non bisogna sospendere autonomamente alcuna terapia: la situazione viene valutata caso per caso e, quando necessario, insieme al medico che la prescrive.
Il fumo può compromettere un impianto?
Il fumo rappresenta un fattore di rischio perché può interferire con la guarigione dei tessuti e aumentare la probabilità di complicanze. Per un paziente fumatore questo aspetto deve quindi entrare nella valutazione prima dell’intervento e nel programma di mantenimento successivo.
Quanto dura un impianto dentale?
Non esiste una durata identica per tutti e sarebbe scorretto promettere che un impianto durerà per sempre. Gli impianti possono rimanere funzionali molto a lungo, ma la loro durata dipende dalla situazione clinica, dall’igiene, dal fumo, dalla salute dei tessuti circostanti, dalla masticazione e dalla regolarità dei controlli. Il mantenimento fa quindi parte del trattamento.
Come si puliscono gli impianti dentali?
Un impianto richiede attenzione all’igiene esattamente come il resto della bocca. Bisogna rimuovere quotidianamente la placca anche nelle zone intorno alla protesi e agli impianti, utilizzando gli strumenti indicati dall’odontoiatra o dall’igienista. A questo si aggiungono controlli e sedute di igiene professionale con una frequenza stabilita in base alle condizioni individuali.
È sempre meglio fare un impianto invece di un ponte?
No. L’impianto ha il vantaggio, in molte situazioni, di sostituire un dente senza coinvolgere quelli vicini, ma non significa che sia automaticamente la soluzione migliore. Se i denti adiacenti hanno già bisogno di essere trattati o se esistono altre condizioni cliniche, un ponte può rappresentare una possibilità da considerare. La scelta dipende dal caso.
Quanto costa un impianto dentale?
Il costo dipende dal tipo di riabilitazione necessaria. Un singolo impianto, una riabilitazione completa dell’arcata, una situazione che richiede rigenerazione ossea o altre procedure chirurgiche sono percorsi molto diversi. Per questo non ritengo corretto indicare un prezzo senza aver prima valutato il paziente. Dopo la diagnosi posso spiegarti il piano proposto, le sue fasi e il relativo preventivo.